Fare trekking con i bambini? Ecco qualche utile consiglio

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Coinvolgere i figli nelle escursioni può essere il modo ideale per introdurre i più giovani alle meraviglie della natura. Ma perché queste passeggiate siano un divertimento per tutta la famiglia – ricordano gli esperti – occorre tenere a mente alcuni aspetti, cominciando dal peso del bimbo.

trekking_bambini_7Il territorio della provincia di Rimini si distingue per una fitta rete di sentieri che, dai principali centri urbani, permettono di raggiungere ambienti di collina e di montagna di notevole valore ambientale e paesaggistico.
In tutta la regione Emilia Romagna è solo dalle cime della Valmarecchia e della Valconca che è possibile vedere paesaggi innevati che si stagliano sull’azzurro del mare. Migliaia di persone, famiglie, escursionisti, gruppi di camminatori, amanti del nordic walking e sportivi ogni giorno, e soprattutto nei fine settimana, percorrono a piedi questi sentieri.
Ma ci sono anche tante famiglie che preferiscono coinvolgere pure i propri figli, anche i piú piccoli. Ecco qualche consiglio dagli esperti su come si puó organizzare un trekking che sia un divertimento per tutta la famiglia.

Percorsi adatti anche per i piccoli?

trekking_bambini_5É vero, senz’altro, che fare escursionismo con i bambini può essere il modo ideale per introdurre i più giovani alle meraviglie della natura. Allora come possiamo scegliere i percorsi adatti anche per i piccoli? Innanzitutto dobbiamo calcolare le distanze in base al fisico dei bambini: da due a quattro anni possono percorrere fino a due chilometri, con soste ogni dieci/quindici minuti. Da cinque a sette anni di età invece possono camminare, con soste ogni trenta/quaranta minuti, da una a tre ore al giorno equivalenti a cinque/sette chilometri su percorsi non particolarmente duri. I bambini più “versatili” sono però quelli da otto a nove anni, che possono agilmente percorrere da dieci a dodici chilometri su tracciati ad altitudine variabile, camminando anche tutto il giorno purché ad andatura tranquilla.

trekking_bambini_4Ai bambini piace portare uno zaino con sé, sentendosi cosí ‘grandi’, ma dobbiamo tenere presente che non deve pesare più del 20% del peso corporeo del bambino. E cosa nasconde lo zaino? Bibite (acqua sarà l’ideale), dolci (cioccolato) o altro alimento energetico, repellente per insetti, binocolo, lente di ingrandimento, macchina fotografica, fischietto nel caso si allontanino troppo senza accorgersene (e sarà utile anche avere un codice stabilito in precedenza che il piccolo può usare in caso di necessità). Ma prima di tutto é molto importante che durante un’escursione bisogna abituare i bambini a camminare in modo da non perdere mai di vista i genitori o il gruppo.

Come vestirsi?

trekking_bambini_3E’ importante anche vestirsi nel modo giusto per il trekking. Scarpe adatte per i sentieri, anche calzettini e biancheria, poi non possono mancare Kway, beretta e felpina, sempre considerando il tempo e le previsioni meteo, e vale la pena portare un cambio extra per i piccoli, perché chissà come si sporcano…
Tanti genitori avranno dubbi sul fatto se anche per i bambini piccoli possa essere divertente una camminata nel bosco. In primo luogo dipende dai genitori, se cioè loro ci vanno volentieri, allora i bambini li seguono senza lamentarsi. E per divertirsi si possono fare tante cose, oltre a fermarsi spesso a bere o mangiare qualcosa per ritemprare le energie, ad esempio identificare gli uccelli, contare rocce o fiori, cercare tracce di animali.

Non mettete fretta ai vostri figli. I bambini sono esploratori per definizione; è nella loro indole curiosare, osservare, toccare, sperimentare. Il trekking, come il viaggio, ha a che fare con il percorso, non con la destinazione finale”, consiglia il blog The Family Company. La chiave per un family trekking di successo è riuscire a coinvolgere i vostri bambini.

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