SENTIERI – La Verna

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Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, in provincia di Arezzo, sorge oggi il Santuario della Verna. Nel luogo dove San Francesco ricevette le stimmate, il 17 settembre del 1224, si può cogliere il senso della scelta di una vita in solitudine.

Allontanandosi un poco dalla chiesa e dalla gioiosa confusione dei fedeli, si può imboccare il sentiero 051 che, in circa 45 minuti, permette di arrivare fin sulla cima del monte Penna, a 1283 metri di altezza. Il percorso è piacevole e battuto e ripercorre la via di salita calcata da San Francesco e dai viandanti dei tempi più recenti.
La passeggiata tra faggi e abeti bianchi è incantevole e non presenta particolari difficoltà. L’ultimo tratto è leggermente in salita, ma il panorama che si scorge dalla vetta vale un po’ di fatica. Proprio in cima si trova una cappella e un belvedere protetto da una balaustra sull’orlo dello strapiombo che affaccia sulla “Valle santa”. Nei giorni tersi lo sguardo può raggiungere le tre punte del monte Titano, ma anche nelle giornate meno pulite si possono delineare bene Carpegna e gli inconfondibili Sasso Simone e Simoncello.
Lasciato alle spalle il panorama, si prosegue in cresta imboccando quindi sulla sinistra una stretta strada in discesa, terminata la quale si prosegue ancora tra abeti e faggi, piante che non è raro incontrare intorno ai luoghi sacri. La scelta di piantare i maestosi alberi o, come nel caso dell’ordine dei francescani, di conservare e curare il bosco già presente, al di là della “protezione” del luogo, nasce proprio dall’esigenza di avvicinarsi a Dio. E il senso di misticismo e di spiritualità di cui questo sentiero è carico certamente allontana dalla mente i pensieri della quotidianità. Si prosegue quindi per il sentiero addentrandosi in un’abetina, dove si ritrova lo stradello in discesa. Attraversata un’apertura sul muro, chiusa da una catena, si gira a sinistra in prossimità di una cappellina, ritrovando così – in prossimità di una scultura naturale in pietra che rappresenta un orso – la strada lastricata (m 1112) che porta al piazzale del Santuario, che merita anch’esso una visita.
Emanuela Romito

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