Papà separati: dalla vita al palco

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Dalla vita al palco per sensibilizzare e fare conoscere le storie di alcuni padri separati. L’idea nasce dal bisogno di allargare la consapevolezza sociale su una delle questioni aperte della nostra società, quella delle condizioni dei papa separati. Sabato 7 novembre, alle 17,  al Teatro degli Atti di Rimini va in scena “La Parte Migliore di Me”, un occasione per ricordarci che possiamo sempre decidere di usare la parte migliore di noi, specie quando è difficile.

parte_migliore_eventi_rimini_teatro_bimbiariminiDa qualche anno si è sempre più fatta evidente una nuova emergenza, quella dei padri separati, uomini che, dopo una più o meno burrascosa esperienza di separazione, si trovano a dover cambiare abitazione, con repentini cambi di equilibri di natura affettiva, sociale ed economica. L’esperienza pilota del residence dei papa separati del Comune di Rimini, una sperimentazione studiata ora in tutta Italia, ha raccolto l’interesse anche di una compagnia teatrale specializzata nel teatro sociale, che ha deciso di prendere spunto dalle storie raccolte nella struttura riminese per portarle sui palchi di tutta Italia.
L’appuntamento riminese con lo spettacolo “la parte migliore di me”, a cura della Compagnia Orto degli Ananassi, è per sabato 7 novembre, alle ore 17 al Teatro degli Atti di Rimini, via Cairoli 42.

L’idea dietro a questo progetto – dice il vicesindaco Gloria Lisi con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini – non è solo far conoscere le storie, ma anche cercare di sensibilizzare la società. Un aiuto anche, per evitare che padri separati vivano in situazioni precarie, in appartamenti poco ospitali nei quali non hanno la possibilità di portare i figli. Nella nostra esperienza del residence dei papa separati, invece, oltre agli appartamenti, ci sono anche degli spazi comuni, in modo che padri e figli possano socializzare. 8 appartamenti affidati per 18 mesi a quei papa che hanno bisogno, in un difficile periodo di transizione, di riprogettare un percorso di vita. Un supporto concreto ma anche psicologico, con una struttura che insieme accoglie e ascolta, tramite una equipe multiprofessionale. Una buon prassi che può essere anche caso studio. Portarlo sul palco è parte integrante di questo processo di socializzazione delle problematiche ma anche delle possibilità di riscatto”.

Si ricorda che il residence dei babbi è una struttura in cui possono richiedere l’inserimento per un periodo massimo di 18 mesi utenti con le seguenti caratteristiche:

  • padri in regime di separazione legale o di fatto che assolvono al dovere/obbligo di mantenimento dei figli;
  • con reddito risultante effettivamente disponibile inferiore ad una soglia predeterminata (minimo Inps, incrementato del 70%);
  • residenti da almeno tre anni nel Comune di Rimini.
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