Andar per mostre, insieme ai bambini

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Con l’arrivo della primavera può essere una bell’idea per il weekend quella di visitare e scoprire la bellezza di una città anche non nel territorio riminese, arricchendo la ‘gita’ con momenti all’insegna dell’arte. Abbiamo scelto 4 mostre da non perdere, anche perché a misura di famiglia

1.

bologna_mostra_dali_2Salvador Dalí come non l’avete mai visto. Fino al 7 maggio, Palazzo Belloni di Bologna ospita la mostra dedicata all’opera del genio catalano (1904-1989). Sarà qualcosa di più di una mostra. ‘Dalí Experience’ proporrà un nuovo modo di avvicinarsi all’immaginario dell’artista, in un percorso in cui più di 200 opere di Dalí dialogheranno con esperienze interattive, proiezioni immersive, realtà aumentata, animazioni 3d e molto altro. Una mostra che sarà anche un’esperienza e una scoperta, multimediale e multisensoriale.

‘Dalí experience’ sarà un viaggio attraverso più dimensioni: dalla bidimensionalità delle opere grafiche alla tridimensionalità delle sculture, fino alla quarta dimensione virtuale e aumentata.

Per le famiglie é pensato il laboratorio ‘In soffitta con Dalí, L’intreccia SOGNI… Toccare, sfiorare, ascoltare, annusare, inventare, CUCIRE… fra sogno e realtà’.

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Le famiglie vengono accolte e accompagnate lungo il percorso della mostra da un bizzarro personaggio nei panni del custode delle opere del museo. In un viaggio a mezza via fra sogno e realtà, il custode si racconta ed al contempo svela, senza troppo rivelare, la poetica del Maestro Dalí. L’esperienza di Dalí Experience viene allora vissuta in tutta la sua potenzialità immaginifica, vivendo nella mostra i tanti dove, suggestivi e multimediali: dalla stanza in 3D al “quadro magico”. Il sogno continua in Soffitta, nel laboratorio artistico-espressivo-concettuale: una sagoma di orologio, una chiave, una piuma, un sonaglio, stoffe, fili e morbidissimi fiocchi di vello di lana di tutti i colori. Intorno ad un appendi abito prelevato dall’ultimo armadio del percorso immaginifico… fra sogno e realtà… In soffitta i bambini e gli adulti provano a dare forma al proprio sogno. Con acqua e sapone di Marsiglia, la lana viene infeltrita e ridotta a velo; con aghi e fili di lana, si cuciono insieme pezzi di sogno.

L’appuntamento é il sabato e domenica, su prenotazione, a numero chiuso di partecipanti. Durata: 2 ore e 30 minuti (orari: 10.00 – 12.30; 15.00 – 17:30). Le prossime date sono: 25, 26 marzo; 1, 2, 8, 9, 22, 23, 29, 30 aprile, 1 maggio.

Prezzo: € 24 per 1 adulto e 1 bambino con materiale didattico; + € 12 dal secondo bambino con materiale didattico; + € 12 per ciascun adulto aggiuntivo senza materiale didattico.

2.

A Ferrara, fino al 4 giugno, una mostra ideale per l’intera famiglia è “Pesci? No, grazie, siamo mammiferi!”. Il percorso si sviluppa attraverso molteplici reperti e modelli adeguatamente supportati da testi, immagini, suoni e filmati che permettono di conoscere in modo approfondito l’evoluzione, l’anatomia e il comportamento dei cetacei, meravigliosi mammiferi. Fra i tanti spettacolari reperti un grande cranio di capodoglio troneggia al centro della sala del Museo di Storia Naturale e un modello di antenato dei Cetacei consente di toccare con mano il grandioso processo evolutivo che ha portato alle forme attuali.

Tariffa intera: 4 euro, ridotta: 2 euro

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3.

L’incantevole Creamy, Magica magica Emy, Sandy dai mille colori, Lulù l’angelo dei fiori, Ransie la strega, Magica Doremi, Sailor Moon e altre ancora. Non potevano mancare le bambine magiche dei cartoni animati giapponesi (e non solo) con una loro sezione specifica, nella fortunata mostra 80-90. Televisione, musica e sport in figurina a cura di Francesca Fontana e Thelma Gramolelli, visitabile al Museo della Figurina di Modena.

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A Palazzo Santa Margherita a Modena (corso Canalgrande 103), fino al 16 luglio, ‘Parimpampùm. Le bambine magiche‘ nelle figurine approfondisce infatti uno tra i più importanti temi narrativi che hanno caratterizzato il boom dell’invasione degli anime in Italia, attraverso l’esposizione di una serie di album e figurine risalenti a quegli anni. Presenti in mostra anche alcuni gadget, messi a disposizione da Cosmic Group.

È a partire principalmente dall’inizio degli anni ’80 che i cartoni animati provenienti dal paese del Sol Levante cominciano a popolarsi di mahō shōjo, ragazze magiche che, grazie all’aiuto di folletti e oggetti magici assumono sembianze diverse per affrontare piccoli e grandi problemi quotidiani. In un periodo in cui in Giappone le donne stavano iniziando ad emanciparsi e il mondo si preparava all’avvento del girl power degli anni ‘90, tra tematiche sentimentali e componenti fantasy, queste eroine coraggiose percorrono quasi sempre un percorso iniziatico che alla fine le porta a raggiungere una nuova consapevolezza di sé e delle proprie capacità.

La più nota tra anime attinenti a questa specifica produzione è senza dubbio L’incantevole Creamy del 1983, in cui la piccola Yu si trasformava nell’affascinante teen-idol Creamy pronunciando la buffa formula Parimpampùm. Lo strepitoso successo della serie porterà poi alla produzione di un consistente merchandising diretto ad un pubblico di bambine e ragazzine e alla creazione, negli anni immediatamente successivi, di analoghe strutture narrative, come ad esempio in Magica magica Emy. Oltre a queste maghette, ovvero bambine che acquisiscono i poteri per un periodo limitato, tra cui ritroviamo anche Sandy dai mille colori, le tipologie di bambine magiche comprendono anche le streghette, provenienti da regni magici e dotate di poteri innati, come Bia, la sfida della magia, Lalabel, Lulù l’angelo dei fiori, Ransie la strega, Magica Doremi. Tra le eroine, invece, spicca Sailor Moon, in cui le guerriere combattono da sole le forze del male in assenza di una leadership maschile, eredità poi raccolta da Card Captor Sakura.

Al Museo della Figurina, sabato 20 maggio in occasione di ‘Nessun dorma – la notte bianca modenese’ si terrà l’evento speciale “Incontri magici: animali e trasformazioni sulla via del Giappone…” Aneddoti e curiosità tra natura e magia, con la guida di un rospo-mascotte e altri esseri. L’artista Clementina Mingozzi, a partire dagli anime passando per Hokusai, accompagna i visitatori in una passeggiata, tra gioco e mistero, alla ricerca degli animali magici familiari a noi e al mondo dell’illustrazione giapponese.

Ingresso: gratuito

4.

Fino al 4 giugno Piacenza celebra la figura del noto pittore secentesco emiliano Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato il Guercino: ci aspetta una mostra a Palazzo Farnese e la possibilità di salire all’interno della cupola del Duomo per ammirare da vicino gli affreschi della Cattedrale.

L’artista secentesco emiliano (Cento 1591 – Bologna 1666) che in città ha lasciato importanti testimonianze, sarà celebrato con una serie d’iniziative di grande suggestione e di notevole rilevanza storico-artistica, che uniranno in un unico percorso, tra sacro e profano, il Duomo e Palazzo Farnese.

Fulcro di tutta la manifestazione sarà la Cattedrale, la cui cupola ospita lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e il 1627 e che si presenterà in tutta la sua bellezza con una nuova illuminazione realizzata da Davide Groppi.

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Eccezionalmente, per tutta la durata dell’evento, i visitatori avranno la possibilità, quasi unica e irripetibile, di ascendere all’interno della cupola del Duomo di Piacenza, per ammirare da vicino i sei scomparti affrescati con le immagini dei profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto – a otto affascinanti Sibille e il fregio del tamburo.

La visita sarà introdotta da una sala multimediale che permetterà al pubblico di leggere in modo innovativo il capolavoro del Guercino e di provare un’inedita esperienza immersiva attraverso particolari visori 3D.

Per orari e tariffe clicca qui

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