L’ALBERO DELLA VITA – Lo “scudo protettivo”: una delle meraviglie del latte materno

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Prosegue la rubrica sviluppata in collaborazione con il Centro Arbor Vitae di Rimini, i professionisti che vi lavorano affrontano argomenti legati alla salute e al benessere dei nostri piccoli, con preziosi consigli alle famiglie. In questo caso la dottoressa Chiara Rigoni, esperta di allattamento al seno, illustra quanto sia prezioso per il bimbo il latte della madre. Aspetti che verranno approfonditi nel ciclo di incontri ‘Nutrire e prendersi cura’ (al via il 12 gennaio: in allegato il programma), pensati per aiutare i genitori ad affrontare alcune tappe importanti del dopo nascita

Siamo nel cuore dell’inverno e malattie ed influenze sono all’ordine del giorno. Tante mamme si chiedono se sia opportuno allattare il proprio bambino se si ha la febbre. La risposta è un sicuro e deciso SI’!!
Non ha senso separare madre e bambino se la mamma è ammalata. I bambini vengono esposti al contagio di ogni malattia ben prima che le mamme sappiano di essere malate. Se la mamma ha l’influenza, vanno semplicemente prese le normali precauzioni di igiene (lavaggio delle mani, coprire naso e bocca quando si è in prossimità del bambino). Se è il bambino ad ammalarsi, è ancora più importante che assuma latte materno. Il bambino ammalato ha bisogno di più liquidi e il latte materno è il miglior reidratante, e allo stesso tempo fornisce nutrimento e fattori per combattere la malattia.
Come funziona lo “scudo protettivo”?
Nei primi anni di vita il sistema immunitario del bambino non è completamente maturo e non può lottare contro le infezioni in maniera così efficace come quello di un adulto o di un bambino più grande. Quando una mamma si ammala, i suoi globuli bianchi producono anticorpi; alcuni di questi globuli bianchi migrano nel tessuto del seno e producono anticorpi che vengono secreti nel latte per proteggere il bambino. Se invece è il bambino a stare male, trasmetterà la malattia alla madre durante la poppata e lei produrrà istantaneamente gli anticorpi specifici, che passerà al bambino con le poppate successive. A questo proposito, alcuni studi evidenziano come bambini allattati poco prima di entrare nell’aula dell’asilo nido, quindi nell’ambiente in cui staranno per diverse ore, a contatto dei virus eventualmente presenti, si ammalino molto meno rispetto a quelli non allattati al seno, ma anche rispetto a quelli che sono allattati a casa. Questo perché la mamma, attraverso le vie aeree, “contatta” i germi presenti nell’ambiente circostante e comincia a produrre anticorpi specifici, proteggendo il suo bambino. Questo è soltanto uno dei modi speciali con cui il latte materno protegge il bambino da infezioni che colpiscono la madre o che sono presenti nell’ambiente circostante.
Quali sono i fattori protettivi contenuti nel latte materno?
E’ importante ricordare che il latte materno offre la possibilità al piccolo di reagire alle malattie con tutte le armi più efficaci per combatterle, ma non impedisce che il bambino si ammali. Non sarebbe naturale! I bambini devono ammalarsi per poter sviluppare correttamente il proprio sistema immunitario e potersi difendere, da adulti, da “aggressioni” più importanti.
Quello che fa davvero la differenza è come il bambino affronta e supera la malattia. Fondamentale è che questa “battaglia” avvenga senza un dispendio di energia eccessivo da parte del lattante. Il latte materno assicura questo. Come? La maggior parte delle difese fornite dal latte materno impediscono ai microrganismi di raggiungere e di penetrare i tessuti del neonato. Nel latte materno sono contenuti numerosi anticorpi, le immunoglobuline, proteine prodotte dall’organismo materno che attaccano in maniera specifica i vari micro-organismi patogeni presenti nell’ambiente.
Il latte umano ne contiene vari tipi, la più importante è la cosiddetta Immunoglobulina A secretoria (IgAs). Le IgA secretorie hanno un’azione straordinaria sulle parti del corpo del neonato che sono più soggette all’attacco dei germi, come le membrane mucose della gola, dei polmoni e dell’intestino. In particolare giocano un ruolo molto importante nel tratto gastrointestinale del bambino, creando un film protettivo, un rivestimento per le pareti dell’intestino del lattante, proteggendolo al massimo dalla penetrazione di sostanze estranee. Le IgAs sono presenti in dosi molto alte nel colostro (un vero e proprio vaccino naturale essenziale nei primi giorni di vita del neonato!) e la loro quantità nel latte rimane comunque costante durante l’allattamento.
Ecco perché sarebbe importante allattare anche i bimbi dopo il primo anno di vita, proprio quando iniziano a frequentare molto di più altri bambini e ambienti diversi da quelli familiari. Infatti, con il progredire dell’introduzione dei cibi solidi, al diminuire della quantità di latte materno ingerita dal bambino, la concentrazione di IgA secretoria aumenta. Quindi anche se le poppate si riducono a una o due al giorno, il bimbo riceve la stessa dose di anticorpi di quando era alimentato interamente al seno! Allattare i nostri cuccioli rappresenta anche un investimento per la salute futura visto che certe componenti immunitarie del latte umano possono mettere in moto una sequenza di eventi evolutivi che permangono a lungo anche dopo la cessazione dell’allattamento.

CHIARA RIGONI
Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria dal 2005, con la maternità ha capito quanto manchi, ancora oggi, un sostegno all’allattamento al seno. Spinta dal desiderio di fare qualcosa di più concreto per proteggere l’allattamento e soprattutto i suoi protagonisti, nel 2008 ha iniziato un percorso formativo e di pratica clinica, a casa delle coppie mamma-bambino e nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Rimini.
Nel 2013 ha sostenuto e superato l’esame per diventare Consulente Professionale in Allattamento materno (IBCLC – International Board Certified Lactation Consultant).

Contatti: CENTRO ARBOR VITAE
Tel. 0541 24822; mail: segreteria@centroarborvitae.it

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