Che bello ‘perdersi’ in una distesa di granturco

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Abbiamo – finalmente – provato il Labirinto Effimero di Alfonsine lasciandoci guidare dai nostri bambini: ecco il resoconto di quest’avvincente avventura, in un caldo pomeriggio d’estate, ‘Sospesi tra cielo e terra’. Provare per credere: c’è tempo fino a metà settembre

Bimbi, state attenti ai genitori perché loro si perdono sempre, a differenza dei piccoli…”. Con queste parole Carlo Galassi, ideatore del Labirinto Effimero ad Alfonsine (per chi non fosse della zona, a una ventina di chilometri da Ravenna, direzione Ferrara), ci ha salutato al momento di entrare nel campo di mais della superficie di oltre 7 ettari. Prima, subito dopo il nostro arrivo, aveva voluto ricordare come il “labirinto sia una metafora della vita”.

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‘Dieci sono gli indizi da trovare all’interno e tre le porte’, è stata l’ultima raccomandazione che abbiamo ricevuto. Ancora non sapendo che per provare a riuscirci, tra i sentieri in mezzo al granturco (con piante alte almeno due metri e mezzo), avremmo trascorso le successive 2 ore e mezzo di un caldo pomeriggio di mezza estate… per la gioia dei bambini, alla fine stanchi ma entusiasti di quell’avventura.

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‘Sospesi tra cielo e terra’

Il labirinto Effimero di Alfonsine da tempo – è giusto ammetterlo – era nella nostra “lista di esperienze da fare”, ogni anno ci ha incantato il ‘disegno’ del labirinto, che per il 2017 é stato intitolato come tema principale “Sospesi tra terra e cielo”, ispirandosi al mito secondo cui il carro di Fetonte cadde alle foci del fiume Eridano, da qualcuna individuate appunto nelle terre di Alfonsine.

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L’idea di creare un labirinto in mezzo al granturco é venuta quasi per gioco a Carlo Galassi nel 2007, con la creazione del primo, “piccolo”, labirinto nel campo di mais. Labirinto che già nel 2008 e 2009 era cresciuto superando i 40.000 mq, tanto da potersi vantare del titolo di primo labirinto effimero d’Italia. Nel 2010, poi, l’incontro fra Galassi e l’artista Luigi Berardi, che di anno in anno ha collaborato per connotare i labirinti con tematiche sempre più profonde e complesse.

I bambini a caccia degli indizi e delle porte

Si dice che in un labirinto, se si entra, con difficoltà si ritroverà la via di uscita. Allora perché entrare?“. Difficile non essere d’accordo con le parole sul cartello d’ingresso, ma siamo entrati. E subito la prima scelta, se cioè dirigersi a destra o a sinistra.

Camminare tra il granturco alto alto, con i bambini che si sono prontamente buttati avanti, negli incroci dividendosi per capire quale direzione prendere, cercando gli indizi, le strade giuste (“prima che il Minotauro ci trovi”, ogni tanto si lasciava scappare uno dei due), andando con coraggio alla scoperta dello sconosciuto… Hanno messo qualche indizio sui vari sentieri, lasciando tracce alla maniera di Pollicino, così da capire se fossimo ritornati sugli stessi percorsi, e provavano a risolvere i messaggi dei vari indizi.

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Il cielo gira in un perpetuo vortice, trascinando gli astri in rapido giro“.

Destra e sinistra stavano il Giorno, il Mese, L’Anno, i Secoli e le Ore disposte a uguale intervallo“.

E poi l’eccitazione dei bimbi quando hanno trovato la prima porta girevole, che rende dunque il labirinto “dinamico”, una delle novità dallo scorso anno. Con le porte-tornelli, infatti, i visitatori hanno la possibilità di modificare il percorso al proprio passaggio: possono aprire e chiudere delle “porte” presenti all’interno del labirinto andando così a modificare o meno il tracciato per chi arriverà successivamente (prima di noi, quel giorno, c’erano stati i ragazzi di un Centro Estivo).

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“Ma questo è un vero labirinto!”

Devo confessare che non abbiamo avuto nessuna idea certa su quale direzione fosse quella giusta (per coloro che si perdono completamente: all’ingresso viene dato un braccialetto riportante anche un numero di telefono in caso di ‘Soccorso’. Non l’abbiamo provato, per cui non so come ti possano portare fuori…), ma per fortuna c’erano i bimbi che non volevano assolutamente arrendersi e, a dispetto del caldo e della fatica per i chilometri percorsi (“ma questo è un vero labirinto…!”, il loro commento a un certo punto), volevano a tutti costi scovare tutti i 10 indizi, alcuni dei quali nascosti nel granturco, anche in fondo a delle vie senza uscita. Alla fine ne hanno trovati 8 di indizi e non erano pienamente soddisfatti, ma quando all’uscita i responsabili della struttura hanno detto loro che la media di chi va per la prima volta è di 4-5 indizi trovati, allora si sono tranquillizzati e rincuorati.

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Insomma, un’esperienza da provare, specie se avete dei bambini avventurosi, a cui piacciono le sfide. In questo caso rappresentate dalle domande: come uscirne? Come precedere? Quale via seguire? Il percorso nei meandri labirintici richiede determinazione, concentrazione e soprattutto forza di volontà. Ed ecco, allora, il suo essere  “metafora della vita”, che è un continuo fluire di accadimenti, un susseguirsi di esperienze che causano turbamento e timore, ma ciascuno di noi – grande o piccolo, nelle varie età – può e deve affrontare il proprio minotauro interiore, concentrato di tutte le paure.

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Non solo avventura, ma anche relax e… grigliate

Il Labirinto Effimero apre ogni giorno alle 16, ma chi vuole optare per un mix tra avventura e picnic, puó farlo. Sono allestiti numerosi spazi, come terrazza sull’albero e vari gazebi, con la possibilità di grigliata (coperto e braci sono inclusi nel prezzo, oltre l’ingresso al labirinto), oppure prendere pizza o fare picnic (sempre con il coperto e l’ingresso al labirinto incluso nel prezzo).

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E chi vuole prendere direttamente sul posto qualcosa da mangiare, c’é il bar con gustosi hamburger, patatine, piadina, oppure altri snack, a seconda dei giorni.

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  • Il Labirinto Effimero di Alfonsine é aperto fino a metà settembre.
  • Info e prenotazioni al 335 8335233.
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