In Italia picco di taglie XL fra i bimbi di 8 anni

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Il dato emerge dal nuovo report dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità: a quell’età nel nostro Paese è sovrappeso quasi un maschietto su due e il 42,5% delle ragazzine, e addirittura raggiunge la soglia dell’obesità il 26,6% dei bimbi e il 17,3% delle bimbe. Cattiva alimentazione e soprattutto pigrizia i nemici numero uno

E’ fra i bambini di 8 anni che in Italia si registra il record di taglie extralarge. E’ quanto emerge dal profilo italiano su nutrizione, obesita’ e attivita’ fisica, contenuto nel report dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) che sara’ presentato in occasione di una due giorni sul tema, il 25 e 26 febbraio ad Atene.

L’Oms ha preso in considerazione i dati e redatto i profili di 53 Stati e le nuove leve del Belpaese non brillano per le ‘performance’ sulla bilancia, nonostante l’Italia sia la patria della dieta mediterranea. All’eta’ di 8 anni, secondo le stime ricavate dalla prima fase (datata 2007-2008) della European Childhood Obesity Surveillance Initiative dell’Oms, e’ sovrappeso quasi un maschietto su due (49%) e il 42,5% delle ragazzine, e addirittura raggiunge la soglia dell’obesita’ il 26,6% dei bimbi e il 17,3% delle bimbe. Se si considera invece la popolazione di 9 anni i tassi gia’ cominciano a scendere: i bambini oversize sono il 47,1%, le bambine il 40,1% (gli obesi sono rispettivamente il 25,7% e il 15,8%).

SOVRAPPESO, ITALIA FRA I PAESI EUROPEI MENO VIRTUOSI

Andando avanti negli anni fino alle soglie dell’adolescenza, il crollo delle taglie XL continua, ma non abbastanza da collocare l’Italia fra i Paesi piu’ virtuosi in Europa.
A 11 anni e’ sovrappeso piu’ del 35% dei ragazzi e il 22% delle ragazze, secondo i numeri dell’indagine datata 2009-2010 sui comportamenti di salute nei bambini in eta’ scolastica. Fra i 13enni la prevalenza degli extralarge scende ancora: 27% fra i ragazzi e 17% fra le ragazze. Ma anche a questa eta’ il confronto con i coetanei e ‘vicini’ francesi e’ impietoso: Oltralpe solo il 18% dei ragazzi e il 13% delle ragazze e’ sovrappeso a 13 anni. Ancora: il 26% dei 15enni italiani e il 12% delle 15enni e’ sovrappeso, contro il 16% e 8% dei coetanei francesi.

POSITIVO IL DATO SUL CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA

Nel profilo italiano l’Oms inserisce anche i dati sull’allattamento esclusivo al seno: a 6 mesi d’eta’ la prevalenza e’ del 2% (dati 2008). Ma il nemico numero 1 dei teenager italiani (e più in generale europei) non e’ solo un’alimentazione sbagliata: gli esperti puntano il dito contro la pigrizia. In generale in Italia il 56,9% della popolazione di over 15 non e’ sufficientemente attiva (51% dei maschi e 61,8% delle femmine).
Una nota positiva riguarda invece il consumo di frutta e verdure. A questa voce l’Italia si posiziona bene rispetto agli altri Paesi europei: il consumo e’ di 855 grammi pro capite al giorno, dunque sopra la soglia dei 600 grammi, come raccomandano Oms e Fao. E meglio di Francia, Germania e Inghilterra che sono invece sotto.

ALLARME OBESITA’ PER BIMBI UE, RECORD IN GRECIA E PORTOGALLO

L’allarme chili di troppo è comunque generale per i bimbi europei. Secondo questo nuovo rapporto, infatti, essere in sovrappeso e’ diventato cosi’ comune fra i piccoli abitanti del vecchio continente, che rischia di diventare la norma in Europa.
Fino al 27% dei 13enni e del 33% dei bimbi di 11 anni e’ in sovrappeso. E il record, in quest’ultima fascia d’eta’, spetta alla Grecia, seguita dal Portogallo. Il Belpaese, nonostante la dieta mediterranea, non e’ immune dall’effetto extralarge, anzi: nel caso dei 13enni i bimbi italiani sono al quinto posto in classifica, insieme ai coetanei polacchi, svedesi e gallesi, e preceduti da greci, portoghesi, croati e spagnoli.

“La nostra percezione di cio’ che e’ normale si e’ spostata, il sovrappeso e’ ora piu’ comune che insolito. Non dobbiamo lasciare che un’altra generazione cresca con l’obesita’ diventata ormai una cosa normale – sottolinea il direttore regionale dell’Oms Europa, Zsuzsanna Jakab -. L’inattivita’ fisica, abbinata a una cultura che promuove alimenti convenienti e cheap, ricchi di grassi, sale e zuccheri, e’ mortale”.

INSUFFICIENTE ATTIVITA’ FISICA PER I TEENAGER

Nel dettaglio i profili dei vari Paesi ‘tratteggiati’ dall’Ufficio Regionale Oms offrono un quadro “desolante” di alimentazione, obesita’ e inattivita’ fisica nella Regione europea. Nel caso dei bambini di 11 anni, i dati migliori spettano a Paesi Bassi e Svizzera, che totalizzano posizioni ideali anche nella classifica dei 13enni.
Comunque, in 23 Paesi su 36 oltre il 30% di ragazzi e ragazze di età ‘over 15 anni’ non fa abbastanza attivita’ fisica. E le cose non migliorano con l’eta’. Tra le donne adulte, i tassi di attivita’ fisica insufficiente vanno dal 16% in Grecia, al 17% in Estonia al 71 % di Malta e fino al 76 % in Serbia.
“Abbiamo bisogno di creare ambienti in cui viene incoraggiata l’attivita’ fisica e optare per cibo sano e’ la scelta di default, a prescindere dal gruppo sociale di appartenenza. Attivita’ fisica e scelte alimentari sane dovrebbero essere prese molto sul serio in scuole, ospedali, citta’, paesi e luoghi di lavoro. Cosi’ come l’industria alimentare, anche l’urbanistica puo’ fare la differenza”, ha detto Joao Breda dell’Oms Europa.

LE MISURE ADOTTATE IN FRANCIA E SCANDINAVIA

E se dal rapporto emerge un quadro preoccupante, alcuni Paesi “sono intervenuti per cercare di contenere l’epidemia”. E’ il caso della Francia e di alcuni Paesi scandinavi, che hanno adottato interventi che promuovono il consumo di frutta e verdura a scuola, tasse su cibi ‘spazzatura’, controlli piu’ stringenti sulla pubblicita’ e interventi per spingere i bambini, ma anche gli adulti, a fare sport.
In conclusione, l’Oms raccomanda ai governi nazionali di rafforzare le leggi e insistere sulle etichette nutrizionali, chiedendo all’industria alimentare una collaborazione. I governi locali possono sostenere il consumo di alimenti sani, pianificando citta’ e infrastrutture in modo da incoraggiare uno stile di vita ‘a prova di chili di troppo’. Mentre a livello individuale anche gli europei devono fare la propria parte, informandosi e chiedendo accesso a notizie adeguate, per fare scelte ‘amiche della linea’ e della salute.

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