Gina Ancora nuovo primario in Terapia Intensiva Neonatale all’ospedale di Rimini

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E’ stata ufficialmente presentata (anche alla stampa) venerdì 22 aprile Gina Ancora, dal 17 gennaio nuovo direttore dell’Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale “Infermi” di Rimini al posto del dottor Nicola Romeo. La dottoressa, 46 anni, arriva dall’Ospedale “Maggiore” di Bologna, dove si occupava già di neonatologia, dopo una lunga esperienza al “Sant’Orsola-Malpighi”.

Si è laureata all’Università di Bologna con il punteggio di 110 e lode, con specializzazione in pediatria (con indirizzo neonatologia) e dottorato di ricerca in medicina materna infantile e dell’età evolutiva. La dottoressa Ancora ha al suo attivo master e corsi in tutt’Italia, oltre che all’università di Bristol (Gran Bretagna) e al Karolinska Hospital di Stoccolma (Svezia). Ha svolto inoltre attività di ricerca in patologia neurologica del neonato e del lattante, in respirazione e ventilazione del neonato, diagnosi su possibili problemi cerebrali del neonato prematuro, studi ematologici su neonati, analgesia e controllo del dolore nel neonato, con all’attivo numerose pubblicazioni. E’ membro del consiglio direttivo del Gruppo di studio di Neurologia neonatale della Società Italiana di Neonatologia e ha coordinato il gruppo di neonatologi. E’ docente per il corso di patologia neurologica neonatale alla scuola di specializzazione in Pediatria dell’Università degli studi di Bologna.

“Sono contenta e fiera per questo traguardo che ho raggiunto – ha sottolineato Gina Ancora -. Da oltre vent’anni mi occupo di neonatologia, e in questi vent’anni il mio amore per i neonati è molto cresciuto. Voglio rimarcare inoltre che noi non curiamo solo il neonato ma tutta la sua famiglia. Stiamo cercando di avere un approccio sempre più mirato e personalizzato per ogni piccolo paziente, in particolare per quanto attiene alla respirazione: introdurre il respiratore artificiale in un neonato crea, oltre alla sofferenza immediata, anche stress che possono avere conseguenze future. Questi bimbi possono essere, ad esempio, più a rischio per l’asma. Conseguentemente cerchiamo di valutare caso per caso, con la massima accuratezza, i casi in cui la respirazione artificiale è davvero utile e quelli in cui, invece, con nuove tecniche manuali, il piccino riesce a respirare da solo anche senza il tubo, che possono essere indicativamente la metà”.
La dottoressa Ancora ha inoltre annunciato che dopo Pasqua sarà a Denver, per presentare uno studio multicentrico, da lei coordinato, sulla gestione del dolore nei neonati sottoposti a ventilazione forzata. Tra i ricordi del suo lavoro a Bologna, prima di arrivare a Rimini, il caso di una bimba fiorentina, Virginia, del peso di soli 312 grammi, che è stata curata, ora ha 10 anni e sta bene.

Dal canto suo, Saverio Lovecchio, Direttore Sanitario dell’Azienda USL, ha evidenziato come, nel cercare un nuovo primario per l’Unità Operativa, sia stata posta molta attenzione alle competenze legate all’approccio in emergenza sul neonato. “E abbiamo trovato una professionista che ha questa caratteristica, oltre ad avere grandi competenze in campo di ricerca ed anche grandi doti empatiche”, ha spiegato Lovecchio, aggiungendo come “presso le nostre strutture arrivano spesso parti a rischio anche da fuori provincia, poiché siamo un centro di terzo livello. E cerchiamo dunque di dare il meglio sia quanto ad attrezzature sia quanto a risorse umane”.
A margine della conferenza stampa, intervistato dai giornalisti, il dottor Lovecchio ha spiegato che, anche in relazione all’alto numero di parti che hanno luogo a Rimini, con trend in aumento, si stanno prendendo in esame progetti di fattibilità rispetto all’incremento dei parti a domicilio o di maggiori servizi territoriali legati al parto.

CARATTERISTICHE UNITA’ OPERATIVA NEONATOLOGIA RIMINI
L’Unità Operativa di Neonatologia/Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (nell’ambito del Dipartimento Materno Infantile dell’A.USL, diretto dal professor Vico Vecchi) fornisce assistenza a circa 3.400 nati comprendendo sia il neonato fisiologico, che viene lasciato in stanza con la propria mamma per favorire la relazione mamma/bambino e l’instaurarsi dell’allattamento, sia il neonato critico ricoverato in Terapia Intensiva Neonatale. L’Unità Operativa assiste circa 50 neonati all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi.
I neonati in Terapia Intensiva Neonatale possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici, secondo quanto riportato dagli standard regionali). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale.
Quello riminese è l’unico centro in regione che dispone di una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica, quindi in grado di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico.
I neonati molto piccoli, di peso inferiore al chilo, che dovessero avere bisogno di piccoli interventi di cardiochirurgia, in taluni casi non devono essere spostati in quanto esiste un accordo con l’equipe cardiochirurgia del ‘Sant’Orsola’ di Bologna che viene ad operare all’interno della Terapia Intensiva Neonatale stessa.
La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico.
E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.
L’Unità Operativa riminese è l’unica, a livello regionale, ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato e ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. E’ stato dimostrato in letteratura che questo approccio è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo a distanza del neonato anche in tempi molto lunghi.
Nell’unità operativa lavorano, complessivamente, 7 medici (più il primario) e 50 infermieri con due coordinatori e vi sono 24 posti letto.
Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la Terapia Intensiva Neonatale di Rimini è un reparto aperto, con l’ingresso 24 ore su 24 e con possibilità di accesso alle famiglie. E’ presente una psicologa che può seguire le famiglie dalla degenza in Ostetricia a quella in Neonatologia. Il Reparto collabora attivamente con una associazione di genitori di neonati prematuri denominata ‘Colibrì’.

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