Dal 9 novembre Fiera di San Martino a Santarcangelo fra tradizione e innovazione

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Dal Palio della piada ai Cantastorie, dalle attività per bambini alle veglie in dialetto, non parlare della vera regina della festa: la piadina con la salsiccia e la cipolla… Da sabato 9 a lunedí 11 novembre torna la Fiera di San Martino a Santarcangelo con un ricco calendario di eventi.

Per tutto il fine settimana piazze, borghi e contrade saranno invasi dalle suggestive atmosfere della “fiera dei becchi”. Tra gli appuntamenti da non perdere, venerdì 8 novembre, alle 21, nello spazio eventi (piazza Ganganelli) si torna alle antiche serate in compagnia di racconti, vin brulé e castagne con “la veglia di San Martino”. Le veglia, un tempo, raccoglievano gruppi di persone, famiglie e vicini, nelle sere d’inverno per raccontare storie o ricordare memorie del passato. Ci s’incontrava nella stalla o intorno al camino, insomma dove si poteva godere un po’ di tepore. A queste veglie la Fiera, negli ultimi anni, si è ispirata per incontrarsi la sera sotto al tendone degli eventi di Piazza Ganganelli. Non si può avere il fuoco ma ci si scalda con castagne e vin brulé. Quest’anno La  Veglia di San Martino è dedicata a Giustiniano Villa, il “poeta ciabattino” a cent’anni dalla morte.

Lunedí 11 novembre in Piazza Ganganelli torna la tradizionale “Sagra dei Cantastorie” con un doppio appuntamento (alle 10 e alle 14,30). Sono veri artisti di piazza, che hanno anticipato i moderni buskers, con le loro esibizioni semplici ed immediate, i loro racconti ingenui o impegnati. Quest’anno la Sagra ricorda i 110 anni dalla nascita di Lorenzo De Antiquis e di Marino Piazza, i decani dei Cantastorie; scomparsi nel 1999 e nel 1993, continuano ad essere presenti con le loro canzoni.

Non può ovviamente mancare il Palio della Piada: domenica 10 novembre, alle 14, presso lo spazio eventi si sfideranno non solo le azdore ma anche i giovani e i rappresentanti delle frazioni della città. Oltre a divertire pubblico e partecipanti, il Palio ha lo scopo di avvicinare i giovani all’arte della piada, per continuare a tramandare questa specialità che caratterizza la Romagna e Santarcangelo. Un’altra sezione della gara è rivolta ai rappresentanti dei quartieri e delle frazioni. Il Palio si conclude con la fatidica sfida delle azdore, vere regine di “tulir e sciadour” (tagliere e mattarello).

Per il programma completo clicca qui

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