A Fano, non solo per il Carnevale

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Domenica 17 febbraio inizia il Carnevale di Fano, che prosegue nelle due domeniche successive (24 febbraio e 3 marzo): un’occasione anche per vedere la cittá marchegiana con i bambini. Ecco 5 cose da non perdere nella cittá dalla fortuna.

E fa saper a’ due miglior di Fano
a messer Guido e anco ad Angiolello,
che, se l’antiveder qui non è vano,
gittati saran fuor di lor vasello
e mazzerati presso a la Cattolica
per tradimento d’un tiranno fello.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto 28 – versi 76-81)

La città di Fano, in epoca romana conosciuta come Fanum Fortunae, il ricco patrimonio storico-culturale e l’incantevole paesaggio collinare dell’entroterra. Ecco alcuni dei principali monumenti della città di Fano da non perdere.

1. Arco d’Augusto

Così denominato per antica tradizione, non è in realtà un arco onorario, ma la porta principale della romana Colonia Julia Fanestris.

La sua costruzione non può essere più tarda del 9 d.C.: data ricavabile dall’iscrizione del fregio (certamente un tempo a bronzee lettere dorate) che fa riferimento al XIII consolato e al XXXIII tribunato di Augusto, mentre è da ritenere un errore di scalpello il XXVI (al posto di XVI) per la carica di imperatore.

2. Rocca malatestiana

Piazzale Malatesti Risalente al sec. XV
Sorge all’estremità nord-orientale dell’antica cinta murata ed aveva al suo vertice angolare una severa imponente torre di vedetta, il Mastio, vittima della barbarie degli uomini in guerra (1944).

3. Chiesa di San Francesco

In epoca medievale, la Chiesa di San Francesco era ubicata in prossimità del lato sud-occidentale delle ancor sopravvissute mura romane, ma oggi diventa più facile individuarla nell’attuale via San Francesco in posizione adiacente alla sede municipale.

4. Museo civico e corte malatestiana

La Corte Malatestiana, a cui si accede da piazza XX Settembre attraverso l’arco Cybo-Borgia, è stata il centro della vita politica, artistica e culturale della città per oltre un secolo, fino alla caduta dei Malatesta nel 1463.

Oggi è un ampio cortile scoperto all’interno del Palazzo Malatestiano attraverso il quale è necessario passare per visitare il Museo Archeologico (riaperto da qualche mese dopo i lavori di restauro) e la Pinacoteca civica.

Dal 1954 fino al 2014, la Corte Malatestiana ogni estate si è trasformata in teatro all’aperto, con platea e palco, per spettacoli lirici, di prosa, concerti e balletti.

5. Basilica Cattedrale

Esempio di stile Romanico. Le sue origini, sotto il titolo di S. Maria Maggiore, sono forse anteriori al X secolo, ma l’attuale costruzione, dedicata all’Assunta e che accoglie sotto la mensa dell’altare maggiore le ossa del vescovo-comprotettore S. Fortunato, risale al 1140.

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