BIMBI SORRIDENTI – Quando il bambino digrigna i denti nel sonno

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Prosegue la rubrica dedicata alle famiglie con bambini curata dallo staff medico della Clinica Merli. In questo articolo la dottoressa Romina Marcatelli si sofferma sul bruxismo, un disturbo piuttosto frequente tra i bimbi (circa 1 su 10) che nella maggior parte dei casi scompare con la crescita. Se avete domande o richieste di approfondimenti, potete inviarli a info@bimbiarimini.it

Il bruxismo, definito un “disturbo del movimento in sonno”, è relativamente frequente tra i bambini, ma nella maggior parte dei casi scompare in modo spontaneo con la crescita e, in particolare, quando la dentizione permanente si completa.

Identificare il disturbo è semplice per via del rumore caratteristico, stridente e quasi metallico, prodotto dallo sfregamento dei denti dell’arcata superiore contro i denti dell’arcata inferiore. Il bruxismo interessa circa un bambino su dieci e prescinde dal genere di appartenenza. L’incidenza è maggiore prima dell’età scolare.

Il bruxismo è del tutto involontario?

Digrignare i denti durante il sonno non dipende mai e in nessun caso dalla volontà, quindi non ci si può aspettare che il bambino possa in qualche modo evitarlo. E’ dunque del tutto inutile raccomandargli di controllarsi quando lo si saluta per la notte.

Qual è la causa del bruxismo?

Non è mai stata individuata un’unica causa a cui attribuire la comparsa di bruxismo anche se di certo vi è una predisposizione. Gli episodi di bruxismo sono sempre legati ai cosiddetti “micro-risvegli”, brevissime e improvvise interruzioni del sonno dovute ai più svariati motivi. Qualunque fattore disturbante si renda responsabile di micro-risvegli può dunque essere considerato una concausa.

Quali sono i fattori disturbanti che più di frequente possono essere implicati nel bruxismo?

Tutti gli eventi che sottopongono il bambino a uno stress sono potenzialmente responsabili. L’accumulo di una tensione emotiva durante il giorno facilmente si traduce, infatti, in un sonno notturno caratterizzato da numerosi micro-risvegli.

Anche l’arrivo di un fratellino può avere un suo peso?

La nascita di un fratellino può di certo diventare un fattore favorente. Accade quando provoca, nel bambino predisposto, ansia, gelosia, frustrazione, timore di non avere più un proprio posto sicuro nel cuore dei genitori.

Ci sono malattie che possono determinare bruxismo?

Tutte le malattie più frequenti nei bambini possono disturbare il sonno notturno, moltiplicando il numero dei micro-risvegli. Ecco allora che vi può essere una precisa relazione tra raffreddore, otite, bronchite, laringite (tanto per citare le più comuni) ed episodi di digrignamento dei denti in bambini predisposti. Anche l’ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi, il russamento e gli episodi di apnea notturna (interruzione improvvisa e temporanea della respirazione) sono spesso implicati perché, al pari di altri disturbi, possono interferire sulla continuità del sonno.

C’è familiarità per il bruxismo?

E’ possibile che uno o entrambi i genitori di un bambino che digrigna i denti durante il sonno abbiano manifestato la stessa anomalia in età infantile. Del resto, anche per quanto riguarda la comparsa di altre parasonnie si è individuata una componente familiare.

Ci si deve preoccupare del bruxismo?

In genere l’anomalia non desta alcuna preoccupazione, tanto che può accadere che passi addirittura inosservata o, comunque, non venga neppure menzionata in occasione dei controlli pediatrici. Le conseguenze possono essere l’usura dei denti (che nelle forme importanti il dentista è in grado di rilevare al primo sguardo) e mal di testa o malessere generale al risveglio.

Fortunatamente nella maggior parte dei casi il bruxismo compare in forma lieve, senza gravi conseguenze a livello dentale o di salute generale per il bambino.

Esistono cure risolutive per il bruxismo?

Di solito il bruxismo si risolve spontaneamente con il passare degli anni, tanto che è molto più raro nell’età adulta di quanto non lo sia in epoca infantile.

Rispetto agli adulti, nei bambini non è possibile utilizzare un bite, cioè l’apparecchio mobile di protezione dei denti da indossare durante la notte, in quanto andrebbe modificato frequentemente in base alla crescita del paziente. Nei casi più gravi, è possibile applicare dei rialzi sui dentini da latte per ridurre le usure o utilizzare degli apparecchi mobili funzionali che seguono la crescita dentale e scheletrica del paziente.

Più in generale, è fondamentale individuare eventuali disagi emotivi e aiutare il bambino a risolverli. Il bruxismo va quindi considerato anche una sorta di campanello d’allarme e, allo stesso tempo, di richiesta d’aiuto. A volte possono contribuire alla soluzione del problema una maggiore serenità al momento della nanna, più vicinanza, più disponibilità di tempo.

Da non perdere…

Romina Marcatelli, laureata in odontoiatria a Bologna nel 2004, si occupa prevalentemente di odontoiatria pediatrica e collabora da diversi anni, come libera professionista, con la Clinica Merli a Rimini (viale Settembrini 17/o, tel. 0541 52025). I suoi principali campi di aggiornamento sono la prevenzione, la cura e l’approccio psicologico dei piccoli pazienti, con particolare attenzione alle varie disabilità.

Proprio per fornire utili informazioni alle famiglie, a misura di bimbo, è stato attivato dalla Clinica Merli un sito web dedicato

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